Alternative per combattere l’emergenza ambientale

Alternative per combattere l’emergenza ambientale

Qual è esattamente la natura dei cambiamenti necessari per affrontare l’emergenza climatica e chi è responsabile di realizzarli?

Un’emergenza è una situazione in cui dobbiamo agire rapidamente per evitare conseguenze catastrofiche. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il clima è un concetto a lungo termine. Purtroppo, nella mente delle persone, il lungo termine mal si adatta all’emergenza.

Già da almeno trent’anni sappiamo di dover intervenire per risolvere il problema del clima. Eppure, c’è sempre stato qualcosa di più urgente di cui occuparci.

Dopotutto, l’impatto del cambiamento climatico non ci colpirà fino al 2050 o al 2100. Un tempo infinito per pensarci adesso. In effetti, la maggior parte delle persone su questo pianeta sarà ancora viva nel 2050, quando si prevede che una serie di catastrofi ambientali inizieranno a renderci la vita scomoda. E i gas serra permangono nell’atmosfera così a lungo che i nostri figli continueranno a convivere con le conseguenze ambientali delle nostre emissioni di carbonio del 2019 fin nel 2100. Quindi, chi dovrebbe agire?

A mali estremi, estremi rimedi

Sembra semplice rispondere che sono i governi a dover fare qualcosa. La verità è che, in linea generale, i politici tendono a fare ciò che porta loro il favore delle persone. Dunque, i cosiddetti problemi più urgenti.

Quel che è certo è che ci vorranno alcune misure piuttosto radicali per staccarci dalla nostra dipendenza dall’energia e dalle emissioni di carbonio.

Chi governa ha essenzialmente due opzioni: ridurre i consumi vietando l’utilizzo di determinati apparecchi o renderli più costosi. Naturalmente, è possibile investire in nuove tecnologie e iniziative, ma ciò richiede tempo. E non ne abbiamo più.

Il consumo uccide il pianeta

Si potrebbe ovviamente sostenere che siano proprio i governi a gestire le industrie più inquinanti come le centrali elettriche, i cementifici e le fabbriche. In realtà, stanno solo realizzando i mobili, i vestiti, gli articoli e i beni di lusso che chiediamo. È il consumo che guida i mercati.

Inoltre, anche se ci sono nazioni meno inquinate e inquinanti di altre, dobbiamo ragionare sul fatto che la nostra quota di emissioni cumulative che il nostro pianeta può sopportare, individualmente e come società sviluppate nell’ovest, è già stata esaurita.

Dunque, quali sono le alternative per combattere l’emergenza ambientale?

La soluzione è lavorare in sinergia. I governi, gli scienziati, i ricercatori, gli ingegneri, gli industriali, i consumatori. Tutti dobbiamo trovare il modo di sostenere la transizione verso uno stile di vita sostenibile, da nuovi provvedimenti governativi all’uso di impianti per produrre energia da fonti rinnovabili. E dobbiamo sbrigarci per scongiurare il rischio che l’alternativa diventi… non avere più alternative.

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